Nel mio blog non potevo dimenticare la salentina per eccellenza... Sua maestà la Frisa!
La "Frisella" o "Frisa", in dialetto definita "freseddhra", è uno dei piatti tipici della mia terra, nonché uno dei miei preferiti... E nella mia lista, ahimè, ce ne sono tanti!
Ma lei detiene il primato perché sana e freschissima d'estate e piatto sano e veloce d'inverno, che gusto soprattutto quando pranzo o ceno da sola, se non mi va di cucinare o se il mio piccolo ometto non lo consente( parola di 'giovane' mamma).
In più non c'è nulla di più sano in quanto mangiandola, regaliamo al nostro organismo: carboidrati, proteine, fibre e pochissimi grassi.
Per esempio su http://www.benessere360.com/orzo.html, ci offrono delucidazioni sui valori nutrizionali.
"L’orzo è un cereale ricco di proprietà benefiche, ma quali sono i suoi valori nutrizionali e quante calorie apporta?

Il pomodoro è un ortaggio completo per quanto riguarda le sue caratteristiche nutrizionali. Nel dettaglio, esso è composto per il 94% di acqua, che lo rende un ottimo dissetante soprattutto durante la stagione estiva. Le proteine non superano l'1%, è povero di grassi (0, 2%), vi si trova il 2, 8% di carboidrati, in particolare glucosio e fruttosio, che lo rendono un apportatore di energia a consumo immediato."

"La frisella (o friseḍḍa, freseḍḍa, frisa nelle varie varianti pugliesi), è un tarallo di grano duro (ma anche orzo o in combinazione secondo varie proporzioni) cotto al forno, tagliato a metà in senso orizzontale e fatto biscottare nuovamente in forno. Ne consegue che essa presenta una faccia porosa e una compatta. Importante è distinguere tra la frisa e il pane: la frisa infatti non è un pane, in quanto è cotto due volte (bis-cotto).
Storia
Prima del dopoguerra, la frisella di farina di grano era riservata alle sole tavole benestanti e a poche altre occasioni celebrative. I ceti meno abbienti della popolazione consumavano friselle di farina di orzo o di miscele di orzo e grano.
La frisella può essere conservata per un periodo lungo e questo la rendeva una valida alternativa al pane, nei periodi in cui la farina era più scarsa. In Puglia è nota anche come il pane dei Crociati giacché favorì li vettovagliamento e il viaggio delle truppe cristiane.
La forma non è il risultato di una ricerca estetica o del caso, ma risponde a precise esigenze di trasporto e conservazione in quanto venivano infilate in una cordicella i cui terminali venivano annodati a formare una collana, che era facile appendere per un facile e comodo trasporto e conservazione all'asciutto. "
[Fonte : http://it.m.wikipedia.org/wiki/Frisella]
Basandomi su esperienze salentine personali :
In barca da noi la si bagna nell'acqua del mare e la si condisce con pomodori, origano, olio e sale( Se ci si trova in Grecia, poi, si aggiunge anche la Feta).
Al mare, nei chioschetti degli svariati stabilimenti, si può personalizzare con tonno, melanzane, capperi, olive e mozzarella oltre che con i pomodorini.
C'è chi ha deciso di frullarla insieme ai condimenti per presentarla in maniera innovativa e probabilmente avrà anche pensato che sarebbe stata così più "chic"... Ma la Frisa è la Frisa, non si può stravolgere un piatto dal gusto unico e insostituibile.
Per la ricetta, qualora voleste cimentarvi a preparla da zero con le vostre abili manine, potete leggerla da un mio collega "Blogger" cliccando su http://cucinasuditalia.blogspot.it/2010/04/frisa-o-frisella.html?m=1
Io non l'ho ancora fatto.
Quella che vedete l'ho acquistata dal forno ma voi fatemi sapere com'è andata sulla pagina Facebook https://www.Facebook.com/NonSoloVegano!
Questa è la mia... Buona Frisa a tutti!